Biologico, abbiamo un problema con la vendita in Italia? Perché non ne decolla il consumo?

Lorenza Poggi
Lorenza Poggi
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Nonostante l'Italia sia il primo paese dell'UE per numero di trasformatori biologici e il terzo per superficie, il consumo dei prodotti biologici non vuole decollare, almeno negli ultimi anni.

L’Italia è il primo paese dell’Unione Europea per numero di trasformatori biologici e il terzo per superficie, ma il fatturato dei prodotti biologici rappresenta solo il 3,2% del giro d’affari complessivo del food & beverage a causa di scarsa conoscenza, prezzi troppo alti e packaging inadeguato. Nel corso dell’ultimo anno, il fatturato dei prodotti biologici in Italia è diminuito dell’1,1% e si è fermato a 3,9 miliardi di euro, secondo quanto riportato da Nomisma/NielsenIQ.

Consumo di prodotti biologici in Italia

Nonostante l’Italia produca una grande quantità di prodotti biologici, i consumatori ne acquistano ancora relativamente poco, principalmente a causa della scarsa conoscenza del valore dei prodotti certificati biologici. Il 60% dei consumatori, secondo Nomisma, desidererebbe avere maggiori informazioni sui prodotti biologici, inclusi i valori nutrizionali, il metodo di produzione e la distintività del prodotto biologico rispetto ai prodotti convenzionali, oltre alla sua sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Sostenibilità e packaging dei prodotti biologici

Il biologico sembra essere sotto attacco da altri claim che, pur parlando di sostenibilità, sono ben diversi dal biologico che è una certificazione regolamentata e riconosciuta dall’Unione Europea. La presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, ha commentato che spesso si tratta di dichiarazioni “vuote” o addirittura di greenwashing. FederBio si sta impegnando in campagne informative, come Being Organic in Ue, per spiegare l’approccio circolare dell’agricoltura biologica e i benefici degli alimenti biologici per la salute umana, per il suolo e per l’ambiente.

Il packaging dei prodotti biologici rappresenta un problema, poiché deve essere distintivo dal convenzionale e riconosciuto dalla Ue. La scelta del packaging sostenibile e compostabile è una carta importante da giocare per conquistare i consumatori più attenti all’ambiente e ampliare il parco di consumatori, attualmente limitato, dal momento che solo il 30% degli italiani acquista spesso prodotti bio.

Limiti del consumo di prodotti biologici in Italia. Il limitato consumo di prodotti biologici in Italia dipende dall’offerta sbilanciata sui prodotti tradizionali e dalla scarsa presenza del biologico nei segmenti più dinamici del food & beverage, come il “salutistico”. Il 53% degli italiani si dice insoddisfatto dell’assortimento di proposte biologiche “ready to eat” e per alcuni prodotti, come la carne, l’offerta è troppo limitata rispetto alla domanda. Il bio costa in media il 20% in più del convenzionale e rimane spesso nella fascia di prezzo premium.

I numeri però parlano di grandi possibilità

L’Italia si conferma il paese leader in Europa per superficie agricola destinata al bio, con oltre 2 milioni di ettari di coltivazioni biologiche. Secondo l’Osservatorio Sana 2022, frutto della collaborazione con Nomisma, nel 2021 la superficie dedicata al biologico in Italia è stata pari al 17,5% del totale delle superfici agricole, ben al di sopra della media europea del 9%. Con questi numeri, l’Italia è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo della strategia Farm to Fork di arrivare al 25% di superfici dedicate al biologico entro il 2030.

Il trend positivo dell’export biologico Made in Italy è in corso da oltre 10 anni: dal 2008 ad oggi è cresciuto del 181%, registrando un aumento del 16% rispetto all’anno precedente e raggiungendo quota 3,4 miliardi. Crescono anche i consumi di prodotti biologici italiani fuori casa, con un aumento del 53%. Tuttavia, i consumi domestici di prodotti biologici in Italia sono scesi per la prima volta dopo anni, del -0,8%, trainati soprattutto dalla riduzione dell’8% dei negozi specializzati.

Mercato interno dei prodotti biologici in Italia

Nell’ultimo anno (da agosto 2021 a luglio 2022), le vendite di prodotti alimentari biologici hanno superato quota 5 miliardi di euro in valore, pari al 3,5% delle vendite mondiali di prodotti biologici. La categoria dei prodotti a lunga conservazione rappresenta la maggioranza delle vendite di alimenti biologici in Italia, pari al 57%. Seguono i freschi, stabili al 20%, e l’ortofrutta in leggera crescita al 13%. Crescono molto le carni biologiche, che segnano un aumento del +15% rispetto all’anno precedente, superiore al totale dell’agroalimentare (+10%). I prodotti biologici più venduti in Italia sono le uova, le confetture e i sostituti del latte.

Canali di vendita dei prodotti biologici in Italia

La grande distribuzione rimane il principale canale di acquisto per i prodotti biologici in Italia, rappresentando il 57% delle vendite bio con un mercato che ha raggiunto il valore di 2,3 miliardi di euro. Gli italiani acquistano alimenti biologici soprattutto negli iper e nei supermercati, ma sono in forte crescita i discount (+14%). Continua anche il trend positivo per il mercato bio online (+5%), che raggiunge i 78 milioni di euro. Tuttavia, i negozi specializzati segnano una riduzione dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre la grande distribuzione si mantiene sostanzialmente stabile (+0,8%) e gli altri canali (+5%) come mercatini, vendite dirette e gruppi di acquisto solidale continuano a crescere.


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