Tecnomat investe a Bari per l’apertura del nuovo Centro Commerciale

Lorenza Poggi
Lorenza Poggi
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Un'importante presenza internazionale fa il suo ingresso nella città di Bari, con l'arrivo del colosso Bricoman, ora ribattezzato Tecnomat, un'azienda francese con una solida presenza anche sul territorio italiano.

Nella zona industriale di Bari si profila l’arrivo di una nuova grande struttura commerciale, frutto degli investimenti della catena Bricoman, ora rinominata Tecnomat. La ripartizione Attività produttive del Comune di Bari ha recentemente autorizzato l’apertura di un nuovo punto vendita nella zona Asi, precisamente tra viale Columbo e viale Chartroux, nelle vicinanze di Barimax.

L’iter amministrativo ha avuto inizio nel maggio del 2023, quando la Bricoman, azienda francese specializzata nella grande distribuzione, ha presentato la richiesta di autorizzazione al Comune. La nuova struttura, dedicata ai settori dell’edilizia, utensileria, falegnameria, elettricità, idraulica e arredo bagno, rientra nella categoria dei “beni a basso impatto urbanistico” e avrà una superficie di vendita di 7600,35 metri quadri.

Tecnomat Investe A Bari Per L’apertura Del Nuovo Centro Commerciale

L’arrivo della nuova struttura commerciale Tecnomat a Bari suscita reazioni contrastanti, tra l’entusiasmo per gli investimenti e le preoccupazioni per l’ulteriore impatto sul tessuto commerciale locale.

Il Comune, al fine di valutare l’impatto dell’opera, ha avviato una serie di approfondimenti, coinvolgendo la ripartizione Urbanistica e indendo una conferenza di servizi in Regione. La documentazione presentata ha sottolineato la non assoggettabilità dell’intervento a Valutazione di Impatto Ambientale (V.i.a.). La ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio ha emesso un parere favorevole in data 18 settembre 2023, confermando che l’intervento non è soggetto a vincoli paesaggistici o storico-artistici.

Il Comune, mediante una determina dirigenziale, ha rilasciato l’autorizzazione ufficiale per l’apertura di questo nuovo punto vendita, destinato alla commercializzazione di “beni a basso impatto urbanistico“. In modo esplicito, la Bricoman Italia s.r.l ha dichiarato nelle determinazioni dirigenziali che intendono richiedere l’autorizzazione per una grande struttura non alimentare, orientando l’attività di vendita esclusivamente verso beni classificati come a “basso impatto urbanistico”. La società ha assicurato che non sono previste vendite di altri beni complementari. L’approvazione da parte del Comune è stata accompagnata da precise indicazioni sulla natura e la circoscrizione dell’attività commerciale, fornendo rassicurazioni sul fatto che l’azienda si limiterà a operare nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. L’apertura di questa nuova struttura commerciale rappresenta un significativo sviluppo per il panorama economico della zona, portando con sé opportunità di lavoro e nuove proposte commerciali in uno spazio dedicato a beni considerati a basso impatto urbanistico.

Durante le procedure amministrative, la Regione ha richiesto dettagli sui criteri di calcolo e le verifiche relative ai parcheggi, ai quali l’azienda ha risposto delineando la volontà di circoscrivere l’attività di vendita ai soli beni a basso impatto urbanistico.

Proteste e Preoccupazioni del Comitato “Stop ai Centri Commerciali”

Le nuove aperture commerciali nella zona, compresa tra Santa Caterina e la zona industriale, sono diventate praticamente annuali. Tuttavia, le proteste del comitato “Stop ai Centri Commerciali” persistono. Il presidente del comitato, Donato Cippone, parte della rete Onda Verde Puglia, esprime preoccupazione per l’ulteriore impatto negativo sul piccolo commercio barese, già in difficoltà.

Cippone evidenzia la crescente pressione sul suolo, sottolineando che la zona industriale si aggiunge a Santa Caterina come sede di una grande struttura commerciale. Le preoccupazioni riguardano anche la cementificazione e il consumo del suolo. Secondo Cippone, l’apertura di nuove strutture danneggia l’economia dei piccoli commercianti, con numerosi negozi che chiudono, tra cui l’ultimo esempio di Bianco Tessile in via Melo, un’attività storica della città aperta circa 60 anni fa.


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